Orlando on LANDR Network

Orlando

ArtistMILANItaly
Skills: Songwriting, Lyricist, Vocalist, Composing, Arranging, Videographer

About Orlando

Sono nato in un paese della Sicilia, terra di profumo d’arance e limoni, a due passi da un bellissimo mare. Avevo solo pochi mesi quando i miei mi fecero fare il primo viaggio in treno avvolto in un fagottino di lana azzurro, destinazione Salento, altro posto meraviglioso, dove il mare è di mille colori. Trascorsi qui l‘infanzia. La casa dove vivevo, semplice ma spaziosa, aveva un ampio giardino. Sono cresciuto circondato da tanti amici a 4 zampe: due pecorelle, un cane e più conigli. Con tutta l’ingenuità da bimbo, portavo nella gabbia dei conigli il cibo su un piatto insieme alle posate. Mi stupivo quando mi accorgevo che i conigli non usavano forchetta e coltello. Chiedevo il perchè a mia nonna e lei mi rispondeva divertita. L’innocenza dei bambini è entusiasmante. Mi sembrava un piccolo paradiso, ancor di più quando la mia cara nonna mi portava su un grande vassoio una torta squisita preparata con le sue mani. La mia sedia era la terra rossa. Arrivò poi l’asilo e il tempo della scuola, ma prima un altro viaggio, destinazione Svizzera, Berna. Lì frequentai la prima elementare. Ricordo solo: Eins, Zwei, Drei, Vier, Fünf, i primi cinque numeri in lingua tedesca, la neve, lo slittino di legno, un grande parco giochi, un giradischi, dove suonavano in continuazione i dischi in voga di quei tempi, perlopiù Celentano e Little Tony. Impazzivo per “Cuore Matto”, consumai la puntina del giradischi. Poi un ricordo indelebile; una sorta di cappello con appiccicate due orecchie lunghe per dare la sembianza d’asino, che la maestra m’infilò in testa per non avere risposto a una domanda. Se la ribeccassi ora, le darei una bella zoccolata! Non feci in tempo a finire la prima elementare che mi ritrovai a Milano. I miei genitori decisero anticipatamente di tornare in Italia. In realtà era mia nonna che mi reclamava, era troppo affezionata a me. Era la Milano da bere, della pubblicità del Cynar, della nebbia, dello smog e del ’68, da poco passato. Ma dentro di me, cellule e ossa erano impregnate di mare, del suo odore e del suo rumore. Nel periodo estivo, non appena era possibile, tornavo nei posti natii per tuffarmici. Le mie passioni nacquero dopo l’adolescenza, con le partite infinite di calcio con gli amici e le prime cottarelle che andavano di pari passo con la mia passione per la musica. I primi dischi che comprai furono “Born to Be Alive”, e l’intramontabile “Y.M.C.A “ dei Village People. Li acquistai insieme a un giradischi grigio. Che conservo in cantina. Disco dopo disco, iniziai a interessarmi e ad appassionarmi alla musica, formai con altri tre amici una Band, suonavamo perlopiù le canzoni di Vasco, io cantavo, sognavo di diventare una Rock Star! Ma la timidezza, il non accettare certi compromessi e, forse, la mancanza delle doti necessarie allontanarono questo sogno. Fui chiamato a Castrocaro, concorso ai tempi il più importante per chi aspirava a diventare cantante, ma non ci andai. Il pensiero d’esibirmi davanti a una giuria mi bloccava. Poi decisi di vincere la timidezza iscrivendomi a una scuola di teatro. Trascorsi tre anni divertentissimi, pieni di soddisfazioni. Nell’andare in scena riuscivo a superare l’ansia, la paura di sbagliare le battute, di non ricordarle... E intanto continuavo a scrivere: la “penna” è immune dalle timidezze. Scrissi molto nel periodo adulto, tra amori ricambiati e amori non corrisposti, delusioni e dubbi dell’anima. Spesso il dispiacere era frutto d’ispirazione. Gran parte dei miei pensieri sono racchiusi nei miei libri, il primo è ”Mare Mosso”. La passione per la musica è tanta. Non è mai morta! Continuo a tempo libero a scrivere canzoni, musiche e parole nel mio piccolo HomeStudio. Mi è ritornata prepotentemente nell’animo, il primo amore non si scorda mai! Compongo e canto le mie canzoni. Una delle ultime scritte, “Voglio Vivere Al Mare”, l’ho interpretata a novembre 2016 sul palco dell’Ariston di Sanremo, che emozione!! E' come aver gettato un sasso nel mare, quando si formano dei cerchi nell’acqua, si allargano e si espandono, e ora mi chiedo: questa mia passione fin dove arriverà?

MILANItaly

Sono nato in un paese della Sicilia, terra di profumo d’arance e limoni, a due passi da un bellissimo mare. Avevo solo pochi mesi quando i miei mi fecero fare il primo viaggio in treno avvolto in un fagottino di lana azzurro, destinazione Salento, altro posto meraviglioso, dove il mare è di mille colori. Trascorsi qui l‘infanzia. La casa dove vivevo, semplice ma spaziosa, aveva un ampio giardino. Sono cresciuto circondato da tanti amici a 4 zampe: due pecorelle, un cane e più conigli. Con tutta l’ingenuità da bimbo, portavo nella gabbia dei conigli il cibo su un piatto insieme alle posate. Mi stupivo quando mi accorgevo che i conigli non usavano forchetta e coltello. Chiedevo il perchè a mia nonna e lei mi rispondeva divertita. L’innocenza dei bambini è entusiasmante. Mi sembrava un piccolo paradiso, ancor di più quando la mia cara nonna mi portava su un grande vassoio una torta squisita preparata con le sue mani. La mia sedia era la terra rossa. Arrivò poi l’asilo e il tempo della scuola, ma prima un altro viaggio, destinazione Svizzera, Berna. Lì frequentai la prima elementare. Ricordo solo: Eins, Zwei, Drei, Vier, Fünf, i primi cinque numeri in lingua tedesca, la neve, lo slittino di legno, un grande parco giochi, un giradischi, dove suonavano in continuazione i dischi in voga di quei tempi, perlopiù Celentano e Little Tony. Impazzivo per “Cuore Matto”, consumai la puntina del giradischi. Poi un ricordo indelebile; una sorta di cappello con appiccicate due orecchie lunghe per dare la sembianza d’asino, che la maestra m’infilò in testa per non avere risposto a una domanda. Se la ribeccassi ora, le darei una bella zoccolata! Non feci in tempo a finire la prima elementare che mi ritrovai a Milano. I miei genitori decisero anticipatamente di tornare in Italia. In realtà era mia nonna che mi reclamava, era troppo affezionata a me. Era la Milano da bere, della pubblicità del Cynar, della nebbia, dello smog e del ’68, da poco passato. Ma dentro di me, cellule e ossa erano impregnate di mare, del suo odore e del suo rumore. Nel periodo estivo, non appena era possibile, tornavo nei posti natii per tuffarmici. Le mie passioni nacquero dopo l’adolescenza, con le partite infinite di calcio con gli amici e le prime cottarelle che andavano di pari passo con la mia passione per la musica. I primi dischi che comprai furono “Born to Be Alive”, e l’intramontabile “Y.M.C.A “ dei Village People. Li acquistai insieme a un giradischi grigio. Che conservo in cantina. Disco dopo disco, iniziai a interessarmi e ad appassionarmi alla musica, formai con altri tre amici una Band, suonavamo perlopiù le canzoni di Vasco, io cantavo, sognavo di diventare una Rock Star! Ma la timidezza, il non accettare certi compromessi e, forse, la mancanza delle doti necessarie allontanarono questo sogno. Fui chiamato a Castrocaro, concorso ai tempi il più importante per chi aspirava a diventare cantante, ma non ci andai. Il pensiero d’esibirmi davanti a una giuria mi bloccava. Poi decisi di vincere la timidezza iscrivendomi a una scuola di teatro. Trascorsi tre anni divertentissimi, pieni di soddisfazioni. Nell’andare in scena riuscivo a superare l’ansia, la paura di sbagliare le battute, di non ricordarle... E intanto continuavo a scrivere: la “penna” è immune dalle timidezze. Scrissi molto nel periodo adulto, tra amori ricambiati e amori non corrisposti, delusioni e dubbi dell’anima. Spesso il dispiacere era frutto d’ispirazione. Gran parte dei miei pensieri sono racchiusi nei miei libri, il primo è ”Mare Mosso”. La passione per la musica è tanta. Non è mai morta! Continuo a tempo libero a scrivere canzoni, musiche e parole nel mio piccolo HomeStudio. Mi è ritornata prepotentemente nell’animo, il primo amore non si scorda mai! Compongo e canto le mie canzoni. Una delle ultime scritte, “Voglio Vivere Al Mare”, l’ho interpretata a novembre 2016 sul palco dell’Ariston di Sanremo, che emozione!! E' come aver gettato un sasso nel mare, quando si formano dei cerchi nell’acqua, si allargano e si espandono, e ora mi chiedo: questa mia passione fin dove arriverà?

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